L'Isola di Bergeggi si vede da tutta la costa del ponente savonese e non si raggiunge. È questa la prima cosa da sapere prima di organizzare una giornata: lo sbarco è vietato a chiunque. La si guarda dal mare, dalla riva o dal kayak, e va benissimo così.
Due livelli di tutela
L'isola è riserva naturale regionale dal 1985 per la ricchezza della sua biodiversità marina e vegetale. Nel 2007 il Ministero dell'Ambiente ha istituito anche l'Area Marina Protetta, che estende la tutela allo specchio d'acqua circostante. Sono due strumenti diversi che si sovrappongono, ed è il motivo per cui le regole in acqua sono più articolate di quanto ci si aspetti.
Cosa c'è sotto
Sopra c'è un cono di roccia calcarea coperto di macchia mediterranea. Sotto, il motivo per cui la protezione esiste: fondali coralligeni e praterie di Posidonia oceanica, che funzionano da nursery per moltissimo pesce giovane. La costa intorno è ricca di grotte e piccole insenature. Spostandosi sul fondale sabbioso capita di incontrare i polpi; verso riva si apre la prateria.
Cosa si può fare, zona per zona
L'area è suddivisa in zone. Nella zona A, riserva integrale, non si fa nulla: niente balneazione, niente navigazione, niente ancoraggio. Nelle zone B e C balneazione e snorkeling sono consentiti, e per lo snorkeling la boa di segnalazione è obbligatoria. In tutte le zone restano vietate le attività che possono disturbare specie vegetali e animali: pesca subacquea, moto d'acqua, sci nautico, acquacoltura.
Prima di entrare in acqua
Il regolamento è pubblicato e aggiornato sul sito ufficiale dell'Area Marina Protetta: vale la pena leggerlo prima, perché i confini delle zone non sono intuitivi guardando la costa. I diving della zona organizzano immersioni nei punti di interesse naturalistico, ed è il modo più semplice per vedere il coralligeno senza sbagliare zona.
Perché la posidonia conta
Le praterie di Posidonia oceanica sono l'elemento centrale di questa area protetta, e la loro importanza va oltre il valore paesaggistico. La posidonia è una pianta marina, non un'alga: mette radici, fiorisce, produce ossigeno in quantità e costruisce nel tempo strutture che stabilizzano il fondale. Soprattutto, funziona da nursery: fra le foglie trovano riparo grandi quantità di pesce giovane, che senza quella copertura non arriverebbe all'età adulta. Una prateria in salute significa un mare in salute anche fuori dai confini della riserva, ed è per questo che l'ancoraggio è regolamentato con tanta attenzione.
Cosa si vede con maschera e boccaglio
Non serve attrezzatura da immersione per rendersene conto. Restando in superficie, nelle zone in cui la balneazione è consentita, si distinguono chiaramente due ambienti: il fondale sabbioso, dove capita di incontrare i polpi, e la prateria di posidonia verso riva, che da sopra appare come una distesa scura e continua. La costa è ricca di grotte e piccole insenature, e il coralligeno — l'ambiente che rende quest'area interessante per i subacquei — sta più in profondità. Per vedere quello serve un diving, e in zona ce ne sono che organizzano immersioni sui punti di interesse naturalistico.
Come comportarsi, in concreto
Le regole non sono complicate ma vanno conosciute prima, perché i confini delle zone non sono intuitivi guardando la costa da riva. Lo sbarco sull'isola è vietato a chiunque, senza eccezioni. Nella zona A non si entra. Nelle zone B e C si nuota e si fa snorkeling, con la boa di segnalazione obbligatoria. Ovunque restano vietate le attività che disturbano specie vegetali e animali: pesca subacquea, moto d'acqua, sci nautico. Il regolamento aggiornato è pubblicato sul sito ufficiale dell'Area Marina Protetta, e leggerlo prima di partire evita sia le multe sia i danni.
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